Fermare l'attacco alla Russia

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Comunicato n. 4 - 2018  di Programma 101

A motivo dell’avvelenamento di una ex spia russa della NATO e di sua figlia, il Regno Unito ha chiesto e ottenuto che Stati Uniti e Unione Europea attuassero di concerto una provocazione senza precedenti. Come ha affermato il Ministro degli esteri britannico Boris Johnson: "La straordinaria risposta internazionale dei nostri alleati rappresenta la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa”, ovvero, fino a prova contraria, di personale diplomatico.

Un atto ostile che conferma la natura imperialistica della NATO, di cui l’Unione europea è protesi e avamposto in funzione anti-russa.

Un atto che risponde ad un preciso disegno strategico, l’accerchiamento della Russia, e che giunge infatti a coronamento dell’allargamento unilaterale della NATO verso est.

Condanniamo questo gravissimo atto politico, associandoci a chi chiede che venga annullato assieme alle pesanti sanzioni anti-russe decise dalla Unione europea nel 2016.

Tale inaudita provocazione, che riporta il mondo alle cupe tensioni della Guerra fredda, giunge dopo il colpo di Stato di piazza Majdàn a Kiev, appoggiato e sostenuto dagli USA, dall'UE e dalla Nato, che portò al potere le attuali forze del governo ucraino costituito da formazioni apertamente nazifasciste, le quali rivendicano con orgoglio il loro passato storico di collaborazionisti del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale, e che hanno attaccato e cercato di reprimere con ogni atrocità la resistenza della popolazione russofona del Donbass.

Roma, 27 marzo 2018

da Programma 101

 

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