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Evo Morales: “Il mio peccato è quello di essere indigeno e antimperialista”

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Intervista al presidente della Bolivia, Evo Morales, in esclusiva a RT a La Paz

Nella sua conversazione con il nostro corrispondente Bricio Segovia, il presidente ha illustrato nei dettagli le circostanze relative al blocco aereo che ha subito in Europa.

Morales ha puntualizzato che la Bolivia sta aspettando che Francia, Spagna, Italia e Portogallo “spieghino chi ha fatto credere loro” che egli aveva con sé nell’aereo l’ex impiegato della CIA Edward Snowden; che gli dicano “da dove arriva questa informazione” e perché non hanno rispettato “i trattati internazionali”. “Stiamo aspettando una spiegazione”. E se non ci saranno spiegazioni, naturalmente assumeremo le misure adeguate al caso”, ha dichiarato.

Il leader del paese andino ricorda che l’ambasciatore della Spagna in Austria gli ha detto: “Parleremo con i nostri amici”, dal che si deduce che il paese iberico “si è consultato con gli USA”.

A questo proposito, il presidente ricorda che due ore dopo che lo avevano obbligato ad atterrare in Austria, “l’ambasciata degli Stati Uniti stava inoltrando (al Ministero degli Esteri di La Paz) la domanda di estradizione del nordamericano”. “E’ la prova che gli USA hanno agito usando l’Europa”, sostiene Morales.

“Non esistono paesi di prima, seconda né terza categoria. Pertanto, saluto la solidarietà e l’iniziativa immediata per difendere i diritti che abbiamo noi latinoamericani. Perché in fondo non si tratta di un attentato contro Evo, ma di un attentato contro i popoli dell’America Latina e dei Caraibi”, ha dichiarato il presidente boliviano.

“Sarà un evento storico, sarà indimenticabile [il blocco in volo del suo aereo] per i popoli dell’America Latina e dei Caraibi, specialmente per il movimento indigeno. Continuo ad essere convinto che il mio peccato, il mio delitto, consista nell’essere indigeno e antimperialista”, ha denunciato il presidente del paese sudamericano, che ha ribadito che “naturalmente l’iniziativa è degli Stati Uniti. Per questo ho dichiarato ieri e l’altro ieri che non avrei esitazioni a chiudere l’ambasciata degli Stati Uniti in Bolivia”.

“Sicuramente studieremo attentamente la questione. E’ iniziativa dei nostri parlamentari, membri dell’assemblea, di alcuni fratelli. E’ ora di dire basta a questo tipo di umiliazioni che vengono dal Governo degli Stati Uniti”, ha dichiarato Morales.

Pratiche neocoloniali

Evo Morales è tornato a denunciare che l’incidente con il suo aereo è la dimostrazione delle pratiche neocolonialiste, e si è rammaricato del fatto che alcuni paesi ancora pensino “che siamo al tempo degli imperi e delle colonie”. Ma “si sono sbagliati”, ha sottolineato.

In tal senso, Morales ha detto che sebbene essi pensino che “con umiliazioni, con interventi, con colpi di stato, con dittature militari o con governi neoliberali possono continuare a saccheggiare le risorse naturali” della regione, ciò in realtà – ha ammonito – “è finito per sempre”.

“Pensano che ricattando, condizionando, come facevano prima, ci umilieranno, ci sottometteranno, ci faranno cambiare politica. No, si sono sbagliati. Le politiche sono nostre ed è impossibile ora imporre nuove politiche al servizio dei nordamericani, perché ciò non è legale”, ha puntualizzato Morales.

D’altro lato, il leader boliviano ha affermato di non comprendere “come sia possibile che paesi europei ancora siano sottomessi al Governo degli USA”.

Future relazioni con USA ed Europa

Sulla riunione con i diplomatici di questi quattro paesi europei a La Paz, Morales assicura che l’unica cosa che viene richiesta è che gli dicano “la verità”, poiché essi sono la voce ufficiale delle loro rispettive nazioni in territorio boliviano.

Il presidente non ha voluto esprimere alcuna opinione in merito al fatto che possano essere colpite le future relazioni con paesi coinvolti nel blocco del suo aereo. “Lavoriamo collettivamente in una squadra composta dal vicepresidente, dal Governo e dai membri dell’Assemblea, anche con i nostri movimenti sociali. Prenderemo una decisione unanime di fronte ad ogni nuova provocazione che venga da qualche governo o presidente di Europa e USA”, ha dichiarato. Nello stesso tempo ha voluto sottolineare che “siamo convinti che si tratta di una battaglia, una battaglia per far rispettare le norme internazionali”.

“Noi non stiamo accusando nessuno né creando problemi. I problemi vengono da loro e, per quanto ne sappia, dal mio punto di vista personale, la cosa migliore sarebbe riconoscere gli errori”, ha detto Morales.

“La Bolivia vuole avere buone relazioni con tutto il mondo, ma se qualcuno provoca continuamente, come il Governo degli USA, abbiamo anche tutto il diritto di difenderci da queste umiliazioni che vengono dal Governo degli USA”, ha ammonito.

Il leader boliviano ha sostenuto che prima dell’incidente del suo aereo in Europa, aveva molta fiducia in paesi come Spagna e Francia, ed ha riconosciuto di nutrire ancora “qualche fiducia” in queste ed altre nazioni coinvolte nel blocco del suo spazio aereo. “E’ nelle loro mani come risolvere, spiegare e correggere l’errore”.


fonte: da actualidad.rt.com
da Marx 21
 

 

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