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A colloquio con Bahar dopo la sua liberazione

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Il Campo Antimperialista esprime la sua solidarietà al compagno turco Bahar Kimyongür, con il quale abbiamo collaborato per anni e che ha partecipato più volte ai Campi antimperialisti di Assisi. Bahar è attualmente rientrato in Belgio dopo il suo arresto avvenuto in Spagna 10 giorni fa.
Ora l'obiettivo è quello di impedire l'estradizione verso la Turchia, i cui apparati repressivi continuano a non dargli tregua.
Sugli ultimi sviluppi dopo il suo rilascio, pubblichiamo di seguito questa breve intervista a Bahar realizzata dai compagni di Area Globale.

Dopo il pagamento di una cauzione di 10.000 euro richiesta dallo Stato spagnolo, Bahar Kimyongür - che era stato arrestato il 17 giugno - è stato rilasciato ed è rientrato a casa a Bruxelles sabato 22 giugno. Lo abbiamo sentito e ci ha spiegato qual è la situazione attuale.

Bahar. “Siamo in attesa di venire a conoscenza delle motivazioni per cui lo Stato turco richiede la mia estradizione. Che sembrano essere le stesse del 2006 dove infine fui assolto. Per cui questa storia sembra  veramente una presa in giro perché nessun tribunale mi può giudicare due volte per lo stesso presunto reato. Ora  nel giro di due mesi ci sarà il processo in Spagna a cui dovrò essere assolutamente presente pena l’arresto automatico in qualsiasi luogo mi trovo.”

AG: Come avete vissuto questi giorni in Spagna tu e la tua famiglia?

Bahar: “In maniera dolorosa perché eravamo in vacanza con i figli di tre e quattro anni. Ma mia moglie e i piccoli hanno reagito con grande dignità nell’attesa della mia liberazione. Comparire davanti all’Udienza Nazionale spagnola è stata un esperienza significativa perché ho dovuto deporre davanti ad un organismo estremamente politico di cui tutti conosciamo il  ruolo e la storia”.

AG: Vedi un legame della tua vicenda con la situazione turca?

Bahar: “Certo. Erdogan continua a sostenere che i “responsabili dei disordini sono terroristi e comunque gente che vive all’estero”. Quello che non possono sopportare è il nostro continuo impegno di denuncia verso la politica estera turca in particolar modo per come sta agendo contro il popolo siriano”.

AG: Del movimento in Turchia che giudizio dai?

Bahar: “Assolutamente positivo. E’ un movimento largo, ma che comprende anche le forze di avanguardia. E’ un movimento, ci tengo a sottolinearlo, totalmente diverso per qualità e prospettive da quelli delle cosiddette rivolte arabe. Tutt’altro”.

AG: Cosa pensi si possa fare in questo momento e per la tua situazione in particolar modo?

Bahar: “Continuare a denunciare i crimini dell’imperialismo e lottare ognuno nel proprio paese contro l’imperialismo di casa propria. Questo è l’aiuto migliore. Vorrei anche dire che sono rimasto molto colpito dalla grande solidarietà espressa nei miei confronti”.

Ringraziamo Bahar per questa chiacchierata. Ribadiamo la nostra vicinanza a lui, alla sua famiglia e ai suoi compagni, la nostra solidarietà alla ribellione del popolo turco contro Erdogan e ai resistenti siriani che cercano di opporsi alla brutale aggressione imperialista.


da Areaglobale

 

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