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Pisapia: un altro megalomane in giro per l'Italia

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In arrivo un secondo «mister 40%». Fa ridere di meno ma è ridicolo come il primo, quello di cui si mette al servizio

Ragazzi, ce n'è per tutti i gusti. Adesso anche Pisapia è un trascinatore di folle. Uno di quelli che non può uscire per strada che gli chiedono di fare il sindaco d'ogni dove. Uno che illumina anche gli angoli più bui del più sperduto paese d'Italia, dove tutti hanno una sola speranza: Giuliano Pisapia.

Ma dico, la modestia, un briciolo di modestia, gli farebbe forse male alla salute? Chissà...

In ogni caso l'intervista di venerdì scorso al Corriere della Sera è spassosa. Ma anche spiazzante: uno pensa di aver visto il massimo della presunzione nei tanti bulli della politica spettacolo - che so: Renzi, Poletti, Brunetta, Vendola, Salvini - ed ecco che arriva un semplice Giuliano e ti costringe a rivedere la classifica.  

La notizia qual è? E' che lui «scende in campo». Ecco una terminologia davvero nuova ed invitante. E per fare che cosa, un nuovo partito? Figuriamoci, il tipo è assai snob e si mette soltanto «al servizio di un impegno politico collettivo». Commovente. E poi «il protagonista non sono io». E allora perché è proprio lui che intervistano? Non si sa, ma i protagonisti saranno «loro». Ma loro chi? Ecco pronta la precisazione: «le associazioni che lavorano sul territorio» (quali? dove?) «le amministrazioni locali» (quali?), «il volontariato laico e cattolico» (tutto? Boom!).

Certo, è facile sparare fesserie quando il giornalista di turno (nella fattispecie Aldo Cazzullo) è lì giusto per farti fare un po' di propaganda, non certo per metterti in difficoltà. Sarà forse per questo che il Nostro si lascia andare: «Quest’estate ho girato l’Italia e sono andato a incontrare le tante persone che mi avevano scritto. Sono stato nelle grandi città e in paesi che non sapevo esistessero. Ho scoperto che esiste un mondo ricchissimo. Mi fermavo a fare benzina, e nel tempo di fare il pieno e prendere un caffè arrivava il sindaco per parlarmi del suo Comune. A Roma mi dicevano: “Venga qui a fare il sindaco…”. Ho incontrato persone straordinarie».

Insomma, quando si dice le folle! Le ha incontrate, a Monopoli come a Merate, ma perfino a Coventry. E cosa gli hanno chiesto al Pisapia? Ma ovvio, di fare la stampella a Renzi, che lui ne ha tanto bisogno.

Sentite come ci parla del Bomba: «Ha lati positivi: coraggio e, all’inizio, capacità innovativa. Ha portato a termine riforme ferme da decenni, a cominciare dalle unioni civili; ma ha anche sbagliato sul referendum» (sul quale però l'ex sindaco di Milano ha votato come il fiorentino - ndr) «e su altre riforme che si sono trasformate in controriforme, ad esempio sul Jobs Act». Trasformate? A noi era parso che fossero nate proprio così come si sono concluse, ma si sa le folle stancano ed offuscano il pensiero.

Insomma, se quello per Renzi non è un amore poco ci manca, anche se a San Valentino incontrerà soltanto Laura Boldrini, una che comunque il senso del servizio per lorsignori ce l'ha proprio nel sangue.

In ogni caso Pisapia sa bene qual è il servizietto che gli si chiede: fare da sponda sinistra al Renzi. All'intervistatore che gli domanda quanto valga il suo «Campo progressista», questa è la sua risposta: «Non lo so. Ma penso che l’alleanza tra il Pd, noi, le liste civiche, gli ecologisti possa arrivare al 40%. Certo, dipenderà se la legge elettorale consentirà le coalizioni. Siamo una forza autonoma; non possiamo certo entrare in una lista con il Pd».

Eccolo infine il numeretto magico, quello reso tale dall'infame sentenza della Consulta. Il problema è il quaranta percento: arrivarci, o almeno far credere di poterci arrivare. Ma anche solo per questo secondo obiettivo una sponda a sinistra è necessaria. Ecco a quel che servirà Giuliano Pisapia. Al quale si chiede non tanto di portare le sue "forze", quelle che proprio non ha, quanto piuttosto di fare da apripista e da "uomo immagine" dell'ennesima operazione di un opportunismo di "sinistra" (leggi ad esempio QUI) da sempre votato alla subalternità.

Politicamente parlando il Nostro è semplicemente il nulla, ma il suo allineamento al coro del mainstream è invece assordante. Gentiloni? «Sarebbe bene portare a termine le riforme già avviate». E poi «serve una nuova legge elettorale». Quale? «L’importante è che sia omogenea tra Camera e Senato». Sbaglio o queste cose le abbiamo già sentite uscire dalla bocca dei peggiori lestofanti del politicantume bipartisan? Ma è proprio lì che va ad accomodarsi, e non da oggi, Giuliano Pisapia.

La sua intervista merita comunque d'esser letta per intero. Essa ci dice fin dove può arrivare la falsa coscienza del portatore d'acqua, maschera necessaria di una sinistra sempre più "sinistra" nel senso di funesta. E' per questo che ce ne siamo occupati, anche se non sarà un megalomane in più in giro per l'Italia a cambiare il paesaggio di questo tornante della storia.



 

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