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Micron, chiamatelo Micron

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La finta solidarietà europea sui migranti

Dicono che l'Europa, pardon il "sogno europeo", stia ripartendo. E il bello è che a sinistra, foss'anche solo per prenderne le distanze, c'è chi ci crede. Il "sogno" ha ovviamente il suo eroe, al secolo Emmanuel Macron, l'uomo di Rothschild e di Jacques Attali, quel gentiluomo che vorrebbe sterminare gli anziani giusto per risolvere il problema delle pensioni.

Sta di fatto che gli europeisti d'ogni sponda stravedono per lui, specie in Italia dove i più gonzi credono che sia stato messo all'Eliseo per far da sponda al governo italiano. Il problema dei sogni, si sa, è che ad un certo punto arriva il risveglio. Ma per certi "sognatori" svegliarsi è davvero un problema.

Ecco, però, che scoppia la questione dei migranti. L'Italia è in difficoltà ed il governo, che ha pure un'evidente problema di consenso, si raccomanda all'Europa. Perdinci, è arrivato Macron, non è più l'Europa col braccino corto della cancelliera, dunque è il momento di chiedere una certa, pur minimale, condivisione degli oneri.

Richiesta accolta, come si conviene, con alte parole di considerazione per il nostro Paese. Che va aiutato (così dicono), ma come non si sa. Si sa invece cosa farà il signor Macron. L'Italia vorrebbe che qualche nave carica di profughi arrivasse a Marsiglia o a Barcellona? Non se parla neanche, dice subito il piccolo aspirante Bonaparte. Perché poi, aggiunge, bisogna pur distinguere tra richiedenti asilo e migranti economici. Ma davvero? E' per fare questa brillante distinzione che ha convocato il parlamento a Versailles?

E pensare che il giovanotto del 15% (tanti i suoi voti sul totale dell'elettorato al ballottaggio) ha un'esagerata considerazione di se stesso. Nei giorni scorsi i suoi responsabili della comunicazione hanno annullato una conferenza stampa, scrivendo papale papale che «il suo pensiero è troppo complesso e non si presta al gioco domande-risposte dei giornalisti». Sui migranti, però, questa "complessità" non si è vista: egli ha detto semplicemente no ad ogni condivisione degli oneri, così come Berlino sa dire solo no alla condivisione del debito.

Le cronache di oggi sono impietose sullo stato dell'Unione (europea). Se al porto di Marsiglia non si sbarca - la città non sarebbe pronta, mica è Lampedusa! - idem a Barcellona (il governo spagnolo ha detto che o tutti si impegnano o non lo fanno neppure loro, e dunque non muoveranno foglia), al Brennero ci sono i blindati austriaci a presidiar la frontiera. Intanto Juncker è andato a parlare del tema in un parlamento di Strasburgo completamente deserto.

Ora, l'Unione godrà anche una splendida salute, come opinano diuturnamente gli scribacchini dei media mainstream, ma a giudicar dai fatti qualche dubbio dovrebbe venire.

Che farà adesso il governo del conte Paolo Gentiloni Silveri dopo aver incassato l'ennesima pernacchia? Una cosa da fare ci sarebbe: far partire quattro navi cariche di migranti, dotate sia chiaro di ogni comfort per i passeggeri, e dirigerle sì a Marsiglia e Barcellona, ma pure a Rotterdam ed Amburgo. Così, giusto per mettere alla prova la solidarietà, la bontà, l'accoglienza anche dei paesi del nord, sempre pronti alla predicozza moralista nei confronti del sud mediterraneo.

Una provocazione? No, un modo concreto per mostrare il vero volto ipocrita dell'Europa (intesa, si capisce, come Unione). Ma è proprio questo che la nostrana classe dominante non vuole, e dunque nessuna nave partirà.

Nel frattempo si continuerà ad osannare Macron, che essi considerano alla stregua di un gigante, mentre è invece soltanto l'ennesimo piccolo uomo messo lì dai pupari dell'oligarchia finanziaria. Macron, ma quale Macron! Chiamiamolo piuttosto Micron, uno (uno dei tanti) che farà il suo sporco lavoro per poi sparire nell'ignominia al pari del suo predecessore. Micron, quello che «Marsiglia è mica Lampedusa...».








 

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