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Una legge fascista contro i neofascisti

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Marcetta fascista su Roma: lasciatela fare

Con 261 sì, 122 no e 15 astenuti la Camera dei deputati ha approvato la legge che introduce il reato di «propaganda del regime fascista». Primo firmatario il piddino Emanuele Fiano.

La proposta di legge introduce l’art. 292-bis del codice penale, nell’ambito dei delitti contro la personalità interna dello Stato; articolo recante «Propaganda del regime fascista e nazifascista». Con la disposizione appena passata all’esame del Senato si vuole punire chi «propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità». Pena prevista: dai sei mesi ai due anni.

Una legge anticostituzionale? Ritengo di sì. Ma come, mi chiederete, "questa legge non fa che precisare quanto afferma la Costituzione repubblicana". No.  La XII Disposizione transitoria e finale della carta recita: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Si capisce che un conto è esprimere idee fasciste, un'altro è costruire un partito fascista.

Ha dunque ragione Carlo Maria Martino che su il Fatto Quotidiano scrive:
«Senonché il ddl Fiano appena approvato in prima lettura nasce, a prima vista, malato. Il testo con cui si vorrebbe far punire la propaganda di un’ideologia ha tutta l’aria di essere, a sua volta, piuttosto che un testo normativo, una presa di posizione, l’affermazione di un principio e il tentativo di imporlo per le vie della giustizia penale. E, forse accecato dalla pur condivisibile intenzione di condannare i residui di ideologia fascista – ammettendo che ciò sia necessario – ancora più o meno latenti nel nostro paese, il legislatore sembra aver imboccato la strada di un intervento normativo a forte rischio di incostituzionalità».

Incostituzionalità o meno questa legge è una bestialità, per due ragioni che a me paiono essenziali. La prima: è prassi da parte dei regimi oligarchici traballanti approvare leggi lesive della libertà di pensiero, e di associazione, formalmente presentate per colpire gruppi estremisti di destra. Ed è un classico che con quello stesso dispositivo legislativo, cosmeticamente modificato, si vanno poi a colpire movimenti antagonisti di sinistra. La seconda: con leggi repressive come quella di Fiano si finisce per fare il gioco proprio dei neofascisti, perché li si fa passare come i soli nemici del sistema. La qual cosa, visto lo schifo che questo sistema fa a gran parte dei cittadini, li aiuta a trovare consensi invece di indebolirli.

Ps

Il capo della Polizia Gabrielli, senza dubbio ascoltati i decisori politici di regime, ha dichiarato che no, non si farà. Si riferisce alla annunciata marcia su Roma promossa dai neofascisti di Forza Nuova per il 28 ottobre prossimo, nel 95° anniversario di quella mussoliniana del 1922. Che dire? Il regime oligarchico ha forse paura del corteo di Forza Nuova? Non penso affatto, penso che questo divieto è un modo delle élite dominanti di imbellettarsi come democratiche quando non lo sono affatto. Marketing politico.... Vale il principio di cui al punto 2 di cui sopra: oggi il regime vieta un corteo ai neofascisti, con i medesimi pretesti domani lo vieterà alla forze patriottiche antiglobaliste e socialiste.
E poi, ma quale marcia su Roma? sarà al massimo una
marcetta. Lasciateli fare, così non solo potremo verificare la debolezza di Forza Nuova, ma potremo goderci lo spettacolo del suo fallimento.


 

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