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Brancaccio: l'autobus s'è scassato

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La notizia ce l'ha data oggi pomeriggio la repubblica.it.
Anna Falcone e Tomaso Montanari  [nella foto] hanno comunicato che l'annunciata decisiva assemblea del Brancaccio 2, prevista per sabato prossimo a Roma, è stata annullata.

Non fummo teneri con l'appello che convocava la prima assemblea del Brancaccio del 18 giugno. Io stesso feci un pezzo dal titolo Tossica minestra riscaldata dei diversamente europeisti. Ci tornammo sopra criticando come melensa e fuori tempo massimo l'idea dell'unità delle sinistre radicali, come sbagliata e, in secondo luogo, come illusoria.

Ed ecco qua. Falcone e Montanari affermano che non esistono le condizioni per un'assemblea unitaria e serena, si lamentano che diventerebbe ostaggio dei partiti, annunciano due documenti separati (sono divisi anche tra loro due) per spiegare l'annullamento.

Siamo dunque andati al sito di Falcone e Montanari e vi abbiamo trovato lo scritto di Montanari  Il Brancaccio si ferma. Per ripartire.

Montanari ci dice che
«... sono sparite una ad una, nelle ultime ore, le condizioni minime per tenere un’assemblea democratica e per pensare che l’itinerario del Brancaccio possa arrivare a raggiungere il suo scopo».
Ricordando che l'idea del Brancaccio era quella — taglio con l'accetta — di dare vita ad una lista "dal basso", civica e di cittadini coi partiti in seconda linea, Montanari ci informa che «... i vertici dei partiti della Sinistra hanno deciso che, semplicemente, non vogliono questa unione più vasta possibile. Non vogliono questa alleanza con chi sta fuori dal loro controllo. I segretari di Mdp, Possibile e Sinistra italiana hanno scelto un leader. E questo ha ‘risolto’ tutti i problemi: nella migliore tradizione messianica italiana».

Già... Montanari dev'essere proprio incazzato con Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. Che ti ha fatto infatti la troika Speranza, Civati e Fratoianni? Hanno raggiunto un accordo tra loro tagliando fuori lui, la Falcone, il Brancaccio e con esso i cespugli della sinistra-sinistra.

Ben sapendo che l'area del Brancaccio si era riconvocata per il 18 novembre essi hanno indetto per il 2 dicembre una "grande assemblea nazionale della sinistra". Lo hanno annunciato l'11 novembre con una lettera aperta che ha letteralmente spiazzato Falcone e Montanari. In questo spiazzamento c'è tanta rabbia quanta ingenuità. Ma davvero essi pensavano che i ceti politici della sinistra sistemica gli sarebbero andato dietro? Davvero immaginavano che i lupi avessero perso col pelo il vizio?

Montanari va giù quindi duro con la troika:
«Un teatro, che copre l’obiettivo reale: rieleggere la fetta più grande possibile degli attuali gruppi parlamentari. Vorrei molto essere smentito: ma ho fortissimi argomenti per credere che, quando saranno note le liste, tutti potranno constatare che le cose stanno proprio così. (...) È anche per questo che quella dei vertici di Mdp, Possibile e Sinistra italiana a me pare una scelta drammaticamente miope. Non è nemmeno più questione di ‘alto e basso’, o di ‘vecchio e nuovo’: la logica è quella per cui chi è ‘dentro’ il sistema della politica professionale si chiude ermeticamente verso chi è ‘fuori’. È la logica del partito che garantisce se stesso».

Ma non finisce qui, ce n'è anche per Rifondazione comunista:
«E il partito che è stato lasciato fuori dall’accordo, Rifondazione Comunista, ha reagito in modo identico. Dopo aver sostanzialmente preso in ostaggio l’assemblea provinciale del Brancaccio a Torino, Rifondazione ha fatto capire di voler fare altrettanto con quella del 18 a Roma: «prendiamoci il Brancaccio», si è letto sui social. Non ci sono, dunque, le condizioni minime di lealtà e serenità per garantirvi che l’assemblea non si trasformi in un campo di battaglia tra iscritti a diversi partiti».

Montanari non si riferisce solo alla dichiarazione del segretario del Prc Acerbo, ma ad un documento della direzione del PRC (in nostro possesso), che chiama le proprie truppe a mobilitarsi in massa proprio in vista della seconda assemblea del Brancaccio allo scopo di farne il trampolino di lancio di una lista elettorale di sinistra-sinistra (anche con Eurostop?).

Con amarezza Montanari afferma dunque:
«È per questo che oggi scendo dal famoso ‘autobus’. Lo avevo promesso a tutti voi, il 18 giugno: «questa ‘cosa’ nasce per ambire a percentuali a due cifre: perché ambisce a recuperare una parte dell’astensione di sinistra. E se dovesse ridursi a una lista arcobaleno con davanti le sagome della cosiddetta ‘società civile’ saremo i primi a dire che il tentativo è fallito». Ecco: «oggi, lealmente, vi dico che è così».

Poi dice che si ripartirà più avanti, ovvero dopo le elezioni.
Mi sa che sarà altamente improbabile.


 

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