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Bagnai con la Lega: un giorno triste

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Non condivido quanto scrive l'amico Sergio Cesaratto, che non solo si "complimenta" con Bagnai per la sua scelta di candidarsi con la Lega di Salvini ma gli si augura "un grande successo". Non nascondo anzi la mia tristezza. E non ci consola per niente il fatto che noi, già nel 2013, avessimo previsto che Bagnai si sarebbe buttato con la destra. In cuor nostro speravamo non sarebbe mai accaduto.

E' triste dirlo ma era tutto già scritto, sin da quando il Nostro ci diede addosso dicendo che "l'uscita da sinistra dall'euro" era una fregnaccia; quando, per giustificare la sua pulsione a siglare il patto col diavolo, sosteneva che siccome l'euro è nazista ogni uscita sarebbe stata benefica, anche se nazional-liberista.

Non c'è dubbio alcuno che l'essenza della Lega di Salvini sia liberista (sorvoliamo per carità di patria su razzismo, securitarismo fascistoide ecc. ed altre schifezze). Ma questo Bagnai lo sa benissimo, per questo è politicamente grave che si sia messo al servizio di Salvini per camuffare il liberismo reazionario con una spruzzata di keynesismo sinistrorso. Il keynesiano de' noantri, verrebbe da dire. E che pena che il Nostro abbia accettato di dare la notizia partecipando ad una una conferenza stampa voluta da Salvini per rispondere in tempo reale alla mossa di Berlusconi che da Bruxelles si accreditava come un europeista al cento per cento e garantiva a Lorsignori che Salvini medesimo... è un cane che abbia ma non morde.

Berlusconi eurista, Salvini euroscettico.... Un'Armata Brancaleone, quella delle destre compatta, appunto, solo su una "cosetta": la visione neoliberista, che Berlusconi declina in modo ordoliberista mentre Salvini in quello all'amatriciana.

Consapevole di aver accettato il ruolo di comparsa in una corte dei miracoli ecco come Bagnai la racconta a Radio radicale:
«Noi non apprezziamo molto il metodo del processo d'integrazione europea proprio perché in nuce è un metodo e un processo che tende a negare il valore delle differenze e a schiacciarle; tutti i paesi devono essere uguali, se non si è uguali non entri; beh, questa coalizione di centro-destra fra le cose che diciamo personalmente apprezzo ha anche il fatto di essere una coalizione plurale e il fatto che Berlusconi rivendichi un suo afflato europeista e dei contatti con le istituzioni europee ai massimi livelli come ho già detto in conferenza stampa dal mio punto di vista è un vantaggio, un asset come direbbe un economista (mi faccia parlare da economista) per la coalizione piuttosto che essere una passività una liability per un motivo molto semplice che è opportuno che nella coalizione ci siano interlocutori che siano in grado di rapportarsi con le istituzioni europee sotto qualsiasi scenario ci si dovesse presentare».

Davvero patetico.

Ciò che come economista Bagnai si era guadagnato sul campo, egli ora lo ha gettato nel cesso con la sua farlocca scelta di campo. Ingenuità politica? narcisismo? ambizione? Forse un miscuglio dei fattori. Come andrà a finire? Male!

Ps
Che poi l'uscita dall'euro sia solo il "Piano B", essendo quello "A" il restarci, è cosa oramai nota. Vale la pena segnalare come Borghi Aquilini abbia spiegato questo aggiustamento non da poco:
«L'aspetto della dissoluzione concordata [dell'eurozona, NdR] per noi è stato sempre fondamentale. Cos'è stato il cambiamento? E' stato l'arrivo di Macron in Francia invece di madame Le Pen. Se ci fosse stata madame Le Pen questa dissoluzione concordata sarebbe già avvenuta, adesso ci vuole un po' più di tempo».

Capite cos'è il "Piano B"?
Non l'uscita unilaterale, sovrana e costituzionale, sempre esclusa, anche dal Bagnai (fu un punto della nostra polemica), ma lo smantellamento concordato dell'eurozona con tedeschi e francesi. Aspetta e spera..


 

Vademecum della Sinistra contro l'Euro

OLTRE L'EURO

GLI INTERVENTI VIDEO-FILMATI DEL CONVEGNO DI CHIANCIANO TERME

# SEMINARIO ECONOMISTI
«Oltre l'euro, per andare dove?»

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