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Pennivendoli

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Leggete come la notizia del massacro di palestinesi in corso in questi giorni da parte dell’esercito di occupazione israeliano, viene riportata dalla principale agenzia di stampa italiana, cioè l’ANSA.

Riporto alcuni stralci dell’articolo:
“Violenti scontri fra manifestanti ed esercito israeliano a Gaza e in Cisgiordania ieri nel giorno in cui si è inaugurata l’ambasciata americana a Gerusalemme e si sono celebrati i 70 anni della nascita dello stato d’Israele”
“Oltre 40mila manifestanti per l’esercito, circa 100mila per Hamas, si sono scontrati con i soldati in 13 punti di attrito lungo tutta la Striscia: sassi, molotov, ordigni esplosivi contro lacrimogeni e tiratori scelti israeliani”
“Un conflitto generato dall’intenzione di Hamas di oltrepassare il confine dello Stato ebraico e dalla risposta durissima di Israele”

Capito? 60 morti palestinesi e nessun israeliano. I soldati con la stella di Davide hanno licenza di uccidere e fanno il tiro al piccione con i palestinesi (del resto la vita di un palestinese non ha nessun valore da quelle parti, li ammazzano come le mosche ogni giorno…) e questi “quaquaraquà” a busta paga parlano di “scontri fra manifestanti ed esercito”.

Siamo ben oltre ogni limite del ridicolo. Naturalmente vengono capovolti anche i termini della questione. La responsabilità della strage (a senso unico…) sarebbe di Hamas che vuole oltrepassare i confini dello stato israeliano e questo ha provocato la risposta di quest’ultimo.  Si pone la questione come se fossimo in presenza di due stati sovrani e indipendenti e uno dei due avesse deciso di violare unilateralmente i confini dell’altro. Si omette deliberatamente di spiegare che non esiste nessuno stato palestinese, che il popolo palestinese è sottoposto ad una occupazione militare e ad un regime segregazionista, neocolonialista e razzista e che Gaza è stata trasformata da tempo, letteralmente e non metaforicamente, in un gigantesco carcere a cielo aperto.

La copertura mediatica e politica di cui gode Israele è scandalosa. I media sono oggettivamente complici di questo massacro che dura da decenni con cadenza quotidiana, nella stessa misura in cui lo sono gli USA, l’Unione Europea, i governi europei, quelli dei paesi alleati dell’Occidente in Medio Oriente (i cosiddetti “paesi arabi moderati”…) a partire dall’Arabia saudita, e anche la Russia di Putin ha la sua fetta di responsabilità perché preferisce coltivare buoni rapporti con Israele per ragioni di ordine geopolitico e in parte anche ideologiche piuttosto che adoperarsi per una soluzione politica della questione.

E’ colpevole, prima di altri, la società civile israeliana che nella sua grande maggioranza copre e sostiene attivamente l’occupazione terroristica e razzista che il sionismo ha imposto da 70 anni al popolo palestinese.

Sono colpevoli tutti coloro che, da destra a “sinistra”, giustificano questo crimine in atto da 70 anni facendo ricorso alla tragedia dell’Olocausto, biecamente utilizzato come bandiera ideologica per coprire le politiche imperialiste di Israele.


da l'interferenza




 

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