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Terra di Palestina

DAL CIELO

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Pubblichiamo il commovente articolo, scritto da Nandino Capovilla (Campagna Ponti e non Muri, http://www.paxchristi.it/), del funerale del poeta della Resistenza palestinese Mahmoud Darwish. L'articolo ci ricorda, se ce ne fosse bisogno, la crudele ed umiliante occupazione ormai sessantennale delle Terra di Palestina e la ferma Resistenza del suo popolo.
La Redazione
Dal cielo

Ramallah, 13 agosto 2008.

Non è stato facile raggiungere il cuore della città, la Moukata, cullato da un fiume di oltre diecimila palestinesi venuti ad abbracciare il loro poeta Mahmoud. E’ come se l’intero popolo, ogni giorno da sessant’anni umiliato e oppresso, in questo giorno sia stato attratto qui dalla voce altissima di Darwish, inascoltato profeta di una liberazione mai compiuta. La terra che Israele ininterrottamente continua a rubare, dal villaggio di Mahmoud, Al Barweh, agli altri quattrocento distrutti nella Nakba, oggi vuole aprirsi e custodire nel suo grembo il suo amatissimo figlio.

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Conferenza di Haifa per il Diritto al Ritorno e lo stato laico democratico in Palestina

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Quasi-richiesta di scuse

Venerdì e sabato, 20-21 giugno 2008 - dopo aver sognato e lavorato per un anno perché avesse luogo - la conferenza di Haifa è stata un successo talmente grande che faticavamo a credere fosse vero ma sabato notte, mentre percorrevamo la breve strada da el-Midan per tornare a casa a Hallissa, un quartiere povero e prevalentemente arabo di Haifa, la presenza dello stato razzista e non-democratico di Israele era chiara e vigorosa

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TORINO, 10 MAGGIO: RIUSCITA L' ASSEMBLEA CONTRO L' EMBARGO

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TORINO, 10 MAGGIO

Pienamente riuscita l’assemblea contro l’embargo genocida

Brevi riflessioni

da www.gazavive.com

 

La giornata di sabato 10 maggio è stata il punto di arrivo di una lunga mobilitazione a sostegno della causa palestinese.

Proprio per questo è necessario trarre alcuni elementi di bilancio, decisamente necessari se si vuole continuare questa battaglia – che è al tempo stesso politica, culturale ed ideale - nella maniera più efficace.

La scelta di contestare la Fiera del Libro è stata assolutamente corretta. Politicamente utile e necessaria. Si è così impedito che un’operazione ideologica tesa a legittimare il crimine della Nakba restasse senza risposta.

Questo obiettivo andava perseguito al di là dei numeri e delle forze realmente mobilitabili.

Abbiamo dunque aderito e partecipato al corteo del 10 maggio.

Abbiamo però indicato la necessità di mettere al centro la questione di Gaza. Questione che richiama l’embargo criminale che miete vittime ogni giorno, ma anche la coraggiosa resistenza di un popolo che non intende in alcun modo piegarsi.

Perché Gaza era ed è centrale?

In primo luogo perché quello che a Gaza si sta consumando è il crimine più evidente e mostruoso compiuto dallo stato israeliano. Un crimine che è oggi il simbolo di una storia criminale che dura da 60 anni.

In secondo luogo perché indica la strada della resistenza al colonialismo ed all’imperialismo. Una strada che stanno percorrendo altri popoli, dall’Iraq, all’Afghanistan, al Libano.

E qui veniamo al vero nodo politico: il giudizio sulle vicende palestinesi dalle elezioni del gennaio 2006 ad oggi, passando per il golpismo di Abu Mazen e l’imbroglio di Annapolis.

Da parte nostra il giudizio è chiaro. La vittoria elettorale di Hamas (vittoria che avvenne anche in Cisgiordania, non solo a Gaza) fu il modo di dire un NO chiaro e forte ad una resa chiamata “pace” che i vertici dell’Anp stavano preparando.

In risposta a quel NO, Israele e Stati Uniti (con l’Europa a rimorchio) hanno tentato di rovesciare l’esito di elezioni riconosciute come democratiche da tutti gli osservatori internazionali.

A Gaza questo golpe è fallito: da qui l’inasprimento dell’embargo e dell’assedio con tutte le conseguenze che denunciamo da mesi.

E’ possibile, in questo scenario, non prendere posizione? Noi crediamo di no, anche perché pensiamo che la sconfitta di Gaza aprirebbe la strada alla sconfitta della causa palestinese.

C’è sufficiente consapevolezza di questo dato di fatto? Non ci sembra. In troppi continuano a barcamenarsi, oscillando magari tra duri slogan da corteo e fiacche prese di posizione politiche.

E questo è un grave problema.

******

Torniamo ora a Torino.

Se noi misurassimo le cose con il metro oggi attualmente in uso non avremmo che da essere soddisfatti.

L’assemblea indetta da Gaza Vivrà – con il titolo - è stata infatti un successo, sia per la partecipazione numerica, che per il clima che vi si respirava, dato che raramente si vede un’assemblea così attenta e compatta nel riconoscersi nelle analisi e nei ragionamenti proposti nei vari interventi.

Ma non ci interessa ragionare in questi termini, non ci interessa coltivare miseri orticelli mentre il Medio Oriente è in fiamme, altri fronti si aprono (vedi la situazione in Libano) ed altri ancora sono in preparazione.

E non ci interessa anche in considerazione della situazione che viviamo in Italia ed in Europa.

In Europa, ed in Italia in particolare, americanismo e filo-sionismo stanno andando avanti a passi da gigante. Le oscene dichiarazioni di Fini sul fatto che sarebbe più grave bruciare una bandiera israeliana che uccidere un ragazzo innocente parlano da sole. E parlano ancor di più in virtù delle flebili risposte di quella che dovrebbe essere l’ “opposizione parlamentare”, che per bocca del suo leader ha detto – altrettanto oscenamente – che “non si devono fare graduatorie”. Ed acquistano un significato ancora più grave alla luce della presenza alla Fiera del candidato premier della fu Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti.

Questi fatti, che ovviamente non ci sorprendono, ci dicono però una cosa: se Usa ed Israele sono in difficoltà, politica e militare, sui fronti caldi della loro Guerra Infinita; americanismo e sionismo si sono invece rafforzati non poco in una società europea ripiegata su se stessa e preda di un moderno totalitarismo che uccide la politica, la cultura e l’informazione, in una parola uccide la democrazia.

In questo quadro la mobilitazione di Torino ha rappresentato un fatto importante, un segnale di resistenza contro questa tendenza autoritaria, la manifestazione di una preziosa volontà di lotta da cui ripartire.

Sbaglieremmo però a non vedere le difficoltà. E sbaglia dunque, a nostro modesto avviso, chi ha enfatizzato la portata del corteo di sabato.

La verità è che abbiamo in qualche modo resistito ad un potente attacco della lobby sionista di centro-sinistra-destra, abbiamo tenuto testa alla sua operazione ideologica, ma tutto questo in un contesto di forte arretramento.

Ora si tratterà di discutere sul futuro, su come continuare la lotta.

Per quanto ci riguarda più direttamente, come Comitato Gaza Vivrà riteniamo necessario rilanciare un confronto con tutte le forze disponibili per costruire insieme le prossime tappe della mobilitazione contro l’embargo ed a sostegno della resistenza palestinese.

15 maggio 2008

da www.gazavive.com

 

CONFERENZA PER IL DIRITTO AL RITORNO E PER UNO STATO LAICO DEMOCRATICO IN PALESTINA

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Conferenza per il Diritto al Ritorno
e per uno Stato laico democratico in Palestina
Haifa, 20-21/06/2008

Un anno fa, il movimento Abnaa el-Balad, un movimento palestinese attivo nei territori del 1948, ha proposto l'organizzazione di una conferenza volta a discutere il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e la proposta di istituire uno stato laico democratico in tutta la Palestina.

Da allora, si sono svolti molti incontri con diversi gruppi e attivisti per discutere dell'idea, e recentemente si è stabilito di tenere la conferenza a Haifa, il 20 e 21 giugno 2008.

Molti attivisti di primo piano appartenenti a diversi partiti politici palestinesi hanno già espresso la loro volontà di partecipare alla conferenza, come anche alcune delle principali figure della società civile palestinese nei territori del '48 e molti attivisti ebrei appartenenti a vari movimenti che si battono contro l'occupazione e l'apartheid israeliani e per il diritto al ritorno.

Negli ultimi anni, sono state tenute conferenze annuali sul diritto al ritorno che hanno giocato un ruolo essenziale nel consolidare e dimostrare il crescente appoggio pubblico e politico a sostegno del ritorno di tutti i rifugiati palestinesi in tutti i luoghi da cui furono espulsi. La conferenza proposta non è un'alternativa a queste "Right of Return conferences". Piuttosto, fa compiere un ulteriore passo alla discussione, proponendo una specifica cornice politica per l'implementazione del diritto al ritorno e per far sì che tutti i residenti del paese e i rifugiati vivano insieme.
A che punto siamo?

C'è un comitato volontario che sta avviando l'organizzazione della conferenza. Il comitato attualmente sta lavorando ad un programma dettagliato per la conferenza, compresi argomenti per specifici laboratori con l'assegnazione di relatori e presidenti per ogni laboratorio. Il comitato volontario è aperto a nuovi membri come a nuove proposte riguardo ad argomenti e relatori.

La conferenza non sarà tenuta a nome di alcuna specifica organizzazione e la maggioranza dei partecipanti sarà presente a proprio nome.

Ci serve aiuto

Le preparazioni sono in corso, e l'argomento suscita un vasto interesse. Abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile perché la conferenza abbia luogo e sia un evento importante. Questa conferenza mira a promuovere una discussione aperta su una nuova visione per il ritorno dei rifugiati palestinesi e una soluzione inclusiva e democratica al conflitto vecchio di 120 anni che continua a minacciare l'umanità col rischio di una nuova guerra mondiale.

Inoltre abbiamo urgente bisogno di aiuti finanziari, per coprire i costi della conferenza.

Proposta di programma

Venerdì 20 giugno

19:00 Seduta d'apertura
Principali relatori politici
Programma culturale
21:30-23:00 Incontro del comitato organizzatore con gli ospiti

Sabato 21 giugno
9:30 – 10:00 Raduno e registrazione
10:00 - 10:30 Incontro generale
10:30 – 12:30 Laboratori
12:30 – 13:30 Pranzo (e incontro col comitato organizzatore)
13:30 – 15:30  Laboratori
15:30 – 16:00 Presentazione pubblica dei risultati dei laboratori
16:00 – 17:00 Ultimo incontro generale – Discussione della dichiarazione conclusiva
17:00 – 18:00 Incontro del comitato organizzatore con gli ospiti riguardo alle future collaborazioni

Proposte di argomenti per i laboratori
1. Valutazione delle diverse soluzioni proposte per il problema palestinese e l'attuale lotta per il diritto al ritorno.
2. L'implementazione del diritto al ritorno e l'idea di uno stato unico democratico
3. I Palestinesi nei territori del '48 - lotte odierne e prospettiva politica
4. Il ruolo dei giovani: ricordando la Nakba e sognando il futuro
5. La crisi della società israeliana
6. Paralleli con l'apartheid sudafricano e il ruolo del boicottaggio internazionale
Altri argomenti sono attualmente in discussione.

Sistemazione

Gli ospiti provenienti da fuori saranno i benvenuti nelle case degli attivisti del luogo.

Tour

Gli ospiti stranieri che desiderino combinare la loro presenza alla conferenza con una visita guidata della Palestina ed essere informati su altri aspetti politici e sociali del conflitto sono i benvenuti.


Tutti gli interessati a partecipare provenienti dall’Italia devono scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Pubblicato dalla redazione il 5 giugno 2008

 

14 MAGGIO: ANNIVERSARIO DELLA NAKBA E RESISTENZA PALESTINESE

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Il 14 maggio segna il sessantesimo anniversario della Nakba palestinese, durante la quale più di 350 città e villaggi palestinesi furono spopolati e distrutti e 750.000 uomini, donne e bambini furono cacciati dalla propria terra. Questa atto pianificato di pulizia etnica viene ora ricordato come anniversario della fondazione dello stato apartheid di Israele.
Noi, membri della Campagna Europea contro l'assedio di Gaza, nell'anniversario della Nakba, assicuriamo la nostra dedizione alla lotta palestinese per l'autodeterminazione, i diritti umani, e il risarcimento di sessant'anni di apartheid, pulizia etnica, omicidi, rapina della terra e delle risorse che i Palestinesi hanno subito senza sosta da parte dello stato sionista. Questa crudeltà ininterrotta ha raggiunto un nuovo livello con l'assedio tuttora in atto di 1,4 milioni di Palestinesi a Gaza, che ha lo scopo di costringerli alla sottomissione e alla schiavitù attraverso la fame. Si tratta di un assedio che copre di vergogna i nostri stessi governi, i quali lo sostengono attivamente.
Il nostro è un mondo che attualmente si caratterizza per uno scontro tra le forze della barbarie e quelle che resistono alla barbarie in nome del progresso umano. La barbarie ha origine a Washington, DC e coinvolge l'élite dominante degli Stati Uniti la quale, insieme ai suoi alleati - ovvero l'Unione Europea e Israele - ha intenzione di trasformare il nostro mondo in un deserto in nome del libero mercato.
A bloccare il passo a questa barbarie è la Resistenza araba in Iraq, Libano e Palestina, insieme alla resistenza portata avanti in Afghanistan e dal popolo dell'Iran. Essi conducono la Resistenza alla brutale aggressione neoliberista e imperialista non solamente per proprio conto, bensì per conto di tutti gli oppressi nei paesi cosiddetti in via di sviluppo e sviluppati. I Palestinesi, con la loro eroica resistenza al sistematico tentativo di cacciarli dalla loro terra e conseguentemente assassinare la loro storia e la loro cultura, per molti anni sono stati da soli in questa battaglia.
Ora non più.
Nella migliore tradizione dell'internazionalismo, persone dotate di coscienza e di consapevolezza, sparse per il mondo, hanno aperto gli occhi sulla tragica situazione dei loro fratelli e delle loro sorelle palestinesi. Questo risveglio ha dato vita alle prime fasi di una campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro lo stato apartheid di Israele. Noi sosteniamo questa campagna, essendo consapevoli che si tratta del modo più efficace per fornire solidarietà attiva al popolo palestinese e alla loro continua resistenza al terrore israeliano.
Come segno ulteriore di solidarietà, la Campagna Europea contro l'assedio di Gaza lancia l'appello ad organizzare manifestazioni ed eventi in ogni città in Europa e nel mondo in ricordo della Nakba e della nascita della Resistenza palestinese.
Nel 1969 l'allora primo ministro israeliano, Golda Meir, disse che i Palestinesi "non esistevano". Non si trattava dell'affermazione di un fatto storico, bensì di una dichiarazione d'intenti. Ma è stato dimostrato che Golda Meir, e tutti i primi ministri che le sono succeduti, si sbagliavano. Infatti la lotta coraggiosa e disperata di questo popolo tormentato ha scritto una nuova pagina in una lunga storia di resistenza all'oppressione e alla schiavitù.
Nell'anno 2008, nel sessantesimo anniversario della Nakba, non solo esistono i Palestinesi. Nell'anno 2008, siamo tutti palestinesi.

 

Firmatari
-Anti-imperialist Camp, Europe, http://www.antiimperialista.org/
-"Awami Bharat", Mumbai, India
-Gaza vivrà (Gaza must live), Italy, www.gazavive.com
-Indian Social Movement, India
-International Solidarity Movement ISM – France, www.ism-france.org
-“Intifada” Solidarity Association to the Palestinian People, Greece, www.intifada.gr
-Jordanian socialist thought forum - Jordan
-MEWANDO Network (Middle East without war and oppressions), Spain, www.mewando.org
-Phule-Ambedkari Vichar Manch, Mumbai, India
-Scottish Palestine Solidarity Campaign (SPSC), Scotland, www.scottishpsc.org.uk
-Sendika, Labor Net, Turkey, www.sendika.org
-Solidarity Network Against the Occupation of Palestine
-Solidarity network with Palestine, Basque Country
-Vidyarthi Bharti, Mumbai, India
-Yusuf Meherally Yuvak Birdari, Mumbai, India

Pubblicato dalla Redazione il 16 aprile 2008

 

 
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Vademecum della Sinistra contro l'Euro

OLTRE L'EURO

GLI INTERVENTI VIDEO-FILMATI DEL CONVEGNO DI CHIANCIANO TERME

# SEMINARIO ECONOMISTI
«Oltre l'euro, per andare dove?»

- Lo spot di apertura del Convegno
- L'introduzione di Pasquinelli
- La prolusione di E. Screpanti

# TAVOLA ROTONDA
«Quale società per il futuro»

- L'intervento di Ernesto Screpanti
- L'intervento di Giorgio Cremaschi
- L'intervento di Norberto Fragiacomo
- L'intervento di Claudio Martini
- L'intervento di Moreno Pasquinelli

# LE REPLICHE
- Moreno Pasquinelli

# FORUM
«La sinistra, la crisi, l'alternativa»

Introduzione di Nello De Bellis
- Diego Fusaro
- Francesca Donato
- Valerio Colombo
- Marino Badiale
- Ugo Boghetta
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