Campo Antimperialista Italia

Campo Antimperialista - Italia

mod_vvisit_counterOggi1648
mod_vvisit_counterUltima settimana185166
mod_vvisit_counterUltimo mese481236

Asia
Che gli eventi georgiani siano un buon auspicio per mettere la museruola agli Stati Uniti! Stampa Email
Iraq
Scritto da Partito Socialista Arabo Baath   
Giovedì 02 Ottobre 2008 15:52

 Dichiarazione Partito Socialista Arabo Baath
3 settembre 2008
In nome di Dio il Compassionevole il Misericordioso
Partito Socialista Arabo Baath - Una naziona araba, con una missione eterna: Unità, Libertà, Socialismo

La nostra nazione araba saluta le masse arabe! Quando il leader martire Saddam Hussei ha annunciato, dopo che trenta paesi invasero l'Iraq nel 1991, che la potenza americana avrebbe iniziato a vacillare subito dopo aver lanciato il suddetto attacco, egli stava leggendo corettamente la realtà, l'esperienza storica, la natura e la storia dell'Iraq.

Leggi tutto...
 
IRAN: LA REPUBBLICA ISLAMICA E I POTERI DELLA GUIDA Stampa Email
Iran
Scritto da Campo antimperialista   
Mercoledì 17 Settembre 2008 13:30

Nel Notiziario del 29 luglio nel pezzo dal titolo «L’IRAN, AHMADINEJAD E NOI», affermavamo:

«Ci divide da Ahmadinejad ... il principio dello Stato islamico il quale, per quanto si autodefinisca Repubblica, consegna la piena supremazia ad un Consiglio di esperti religiosi con poteri di veto assoluti e insindacabili e in cima ai quale c’è una Grande Guida (oggi Khamenei) che per costituzione è infallibile (come il Papa) e ha l’ultima parola su tutto. Ci divide infine da Ahmadinejad, come dalle correnti islamiche salafite conservatrici, l’idea che la democrazia come il socialismo siano entrambi «sataniche fabbricazioni» dell’Occidente, ovvero che l’Islam sia incompatibile con la prima e col secondo».

Abbiamo ricevuto, e volentieri pubblichiamo, questa nota critica

Leggi tutto...
 
GAZA VIVRA’ Stampa Email
Terra di Palestina
Scritto da Campo antimperialista   
Mercoledì 17 Settembre 2008 13:27

“Avvistando le coste di Gaza, ci siamo avvicinati
alla più grande prigione che sia mai stata edificata –
dove i secondini, l’esercito israeliano che ne presidia
i confini, impongono la fame come punizione collettiva
ai civili, commettendo crimine contro l’umanità”
(dal testo inviato dalla Free Gaza da Vittorio Arrigoni)

Leggi tutto...
 
PTSD (Post-Traumatic Stress Disorder) Stampa Email
Afghanistan
Scritto da Campo antimperialista   
Mercoledì 17 Settembre 2008 13:08

Afganistan: «Non spari sui civili? Allora sei un disturbato mentale»

Che il nutrito contingente d’occupazione italiano in Afganistan partecipi da tempo ad azioni di guerra in grande stile, tutti lo sanno, come ha confermato, smentendo il suo predecessore Arturo Parisi, il Ministro della difesa La Russa. Il punto è un altro, è che non tutti i soldati italiani, evidentemente, si considerano volgari mercenari, mere truppe ascare ubbidienti alle direttive americane. In effetti, in base al mandato delle Nazioni Unite gli italiani dovrebbero attenersi a precise regole d’ingaggio che non prevedono azioni offensive contro la guerriglia afgana, tanto più quando queste azioni sono rappresaglie che rischiano di mietere vittime civili.

Leggi tutto...
 
L’IRAN, AHMADINEJAD E NOI Stampa Email
Iran
Scritto da Campo antimperialista   
Mercoledì 17 Settembre 2008 13:05

Si può solidarizzare con l’Iran senza sposare la visione del mondo dei suoi governanti? Si deve!

Sembra scontato, ma così non è, che si possa sostenere la lotta di un popolo e/o di una paese aggrediti senza necessariamente condividere, o anzi criticare, la politica di chi si trovi a guidare quella lotta e/o governare quel paese. La nostra difesa dell’Iraq baathista contro l’aggressione imperialista è stata incondizionata, non per questo abbiamo sostenuto il regime di Saddam Hussein o condiviso le sue scelte di fondo. Per quanto criticabile tuttavia, il regime ha respinto come ha potuto i molteplici tentativi imperialistici di annichilimento. Questo fattore, quello di resistere al più temibile e ignobile impero d’ogni tempo, è stato il fattore determinante, ovvero di per se stesso sufficiente, per stare dalla parte dell’Iraq. Del resto abbiamo sostenuto e sosteniamo senza esitazione le Resistenze irachena, libanese, afgana o palestinese, senza necessariamente condividere ogni singolo atto politico o militare di queste medesime Resistenze.

Ciononostante abbiamo subito una doppia campagna di ostracismo: da una parte gli Stati imperialisti, che ci hanno bollato come «fiancheggiatori del terrorismo», dall’altra gli antagonisti libertari e i comunisti-con-la-puzza-sotto-il-naso che ci hanno accusato di aver abbracciato «l’islamo-fascismo».

Le stesse accuse ci giungono adesso, davanti all’eventualità di un’aggressione israelo-americana all’Iran. Il fatto di promuovere un presidio di solidarietà con la Repubblica Islamica dell’Iran proprio sotto l’ambasciata di questo paese a Roma, ha dato fiato alle solite trombette. L’accusa è perentoria: «Voi offrite un vergognoso appoggio al governo di Ahmadinejad!». In effetti è vero, noi appoggiamo la decisione di Ahmadinejad di respingere il tentativo imperialista di aggressione, così come sosteniamo la decisione di resistere con ogni mezzo in caso di attacco. Il nostro appoggio, per quanto fermissimo, inizia e finisce qui. E non sta né in cielo né in terra che siccome siamo dalla sua parte nell’eventualità di uno scontro bellico con Israele e Stati Uniti, allora, ipso facto, diventeremmo suoi seguaci.

Ci divide da Ahmadinejad, come del resto ci divise dall’Ayatollâh Khomeyni, la concezione del mondo, ovvero la dottrina del «Velayat-e faqih» (Governo del Giurisperito islamico). Secondo questa dottrina la sovranità politica non spetta al popolo bensì agli ulamâ, agli esperti della legge islamica, in quanto successori dei profeti. Ci divide da essi il principio per cui l’unico sovrano, l’autorità politica suprema, sia Dio e che la legge islamica (Sharî’a), sia sacra e intangibile. Ci divide insomma il principio dello Stato islamico il quale, per quanto si autodefinisca Repubblica, consegna la piena supremazia ad un Consiglio di esperti religiosi con poteri di veto assoluti e insindacabili e in cima ai quale c’è una Grande Guida (oggi Khamenei) che per costituzione è infallibile (come il Papa) e ha l’ultima parola su tutto. Ci divide infine da Ahmadinejad, come dalle correnti islamiche salafite conservatrici, l’idea che la democrazia come il socialismo siano entrambi «sataniche fabbricazioni» dell’Occidente, ovvero che l’Islam sia incompatibile con la prima e col secondo.

Significa questo che siamo anti-islamici? Neanche per sogno! Non lo siamo per tre ragioni. La prima è che non ci appartiene l’ateismo militante. Non si tratta solo di laicistico rispetto per i credenti, si tratta del fatto che l’Islam, come del resto il cristianesimo incarnano l’anelito umano alla perfezione morale quindi la perenne lotta contro l’ingiustizia e le diseguaglianze sociali. La seconda è che l’Islam radicale è oggi un fattore di primaria importanza nella battaglia per liberare i popoli oppressi dal giogo dell’imperialismo. La terza, non meno importante, è che non c’è solo l’Islam cosiddetto «fondamentalista». L’Islam è infatti stato attraversato, nel corso della sua storia, da correnti ugualitarie se non proprio proto-comuniste, che non solo hanno combattuto dal basso contro quelle conservatrici (legate a doppio filo con gli oppressori del tempo) ma hanno lasciato un segno profondo nelle comunità musulmane, impregnando anche alcune delle Resistenze islamiche contemporanee (la Jihad palestinese, Hezbollah libanese, il Mahdi iracheno).
Di questo Islam egualitario, che ha sempre cercato non solo ci combattere le pulsioni imperialistiche dell’Occidente ma di recepire ciò che di giusto e rivoluzionario esso ha prodotto, noi ci consideriamo non solo alleati, bensì fratelli, ovvero compagni di viaggio nel lungo cammino per liberare l’umanità dall’oppressione e dallo sfruttamento.

Campo antimperialista, Notiziario del 29 luglio 2008

 


Pagina 211 di 214

Vademecum della Sinistra contro l'Euro

OLTRE L'EURO

GLI INTERVENTI VIDEO-FILMATI DEL CONVEGNO DI CHIANCIANO TERME

# SEMINARIO ECONOMISTI
«Oltre l'euro, per andare dove?»

- Lo spot di apertura del Convegno
- L'introduzione di Pasquinelli
- La prolusione di E. Screpanti

# TAVOLA ROTONDA
«Quale società per il futuro»

- L'intervento di Ernesto Screpanti
- L'intervento di Giorgio Cremaschi
- L'intervento di Norberto Fragiacomo
- L'intervento di Claudio Martini
- L'intervento di Moreno Pasquinelli

# LE REPLICHE
- Moreno Pasquinelli

# FORUM
«La sinistra, la crisi, l'alternativa»

Introduzione di Nello De Bellis
- Diego Fusaro
- Francesca Donato
- Valerio Colombo
- Marino Badiale
- Ugo Boghetta
Siete qui: Home Asia

Per migliorare la tua navigazione su questo sito utilizziamo cookies ed altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie.Per maggiori informazioni sui cookie che utilizziamo e su come eliminarli, consulta la nostra privacy policy.

Accetto i cookie di questo sito.