Campo Antimperialista Italia

Campo Antimperialista - Italia

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Europa
DETTO FATTO! Stampa Email
Italia
Scritto da redazione   
Sabato 14 Giugno 2008 14:47

Signori! Ecco a voi il Governo Veltrusconi
Per farsi un’idea precisa di quale brutta aria tiri in Italia è più che sufficiente osservare le prime misure adottate dal nuovo governo.
21 maggio. Il primo Consiglio dei Ministri adotta un «Decreto legge con misure urgenti in materia di sicurezza». Esso aumenta le pene per molte fattispecie di reato; introduce ulteriori misure coattive per la popolazione carceraria; trasforma in reato penale l’ingresso illegale nel territorio dello Stato; prevede il prolungamento della permanenza degli immigati nei Cpt fino a 18 mesi; limita brutalmente il diritto degli immigrati al ricongiungimento familiare; complica ulteriormente la possibilità di ottenere lo status di rifugiato politico; pone severi limiti alla “libera circolazione” degli stessi cittadini comunitari; introduce una banca dati nazionale dna per rendere più efficaci le attività investigative, trasforma infine i vigili urbani in sbirri a tutti gli effetti.
26 maggio. Il Secondo Consiglio dei ministri occupandosi della vicenda dei rifiuti in Campania, adotta un pacchetto che classifica i siti e gli impianti destinati al conferimento ed alla gestione dei rifiuti come "aree di interesse strategico nazionale", ovvero considerandoli alla stessa stregua delle basi militari. Non si tratta solo della militarizzazione simbolica dei territori in cui più alta è la protesta popolare in difesa dell’ambiente. A questo gravissimo provvedimento fanno seguito altre concrete forcaiole misure tra cui: «... L’estensione della punibilità ex articolo 682 del Codice penale anche per chi si introduca abusivamente o impedisca o renda più difficoltoso l'accesso nelle aree di interesse strategico nazionale (la norma prevede l'arresto da 3 mesi a un anno o l'ammenda da 51 a 309 euro). Il sottosegretario di Stato (Bertolazo) sarà assistito dalla forza pubblica: esso potrà anche avvalersi delle Forze armate per l'approntamento dei cantieri e dei siti, per la raccolta e il trasporto dei rifiuti e del concorso di Forze armate e Forze di polizia per la vigilanza e la protezione dei cantieri». Bertolaso potrà anche richiedere alle autorità competenti l'adozione di ogni provvedimento di pubblica sicurezza secondo le previsioni di cui al regio e fascista decreto 773/1931: «Chi impedisce, ostacola o rende difficile la complessiva azione di gestione dei rifiuti è punito a norma dell'articolo 340 del codice penale per interruzione di servizio di pubblica utilità con la reclusione fino a un anno (per i capi o organizzatori da uno a 5 anni)». Infine: «Chi distrugge, deteriora o rende inservibili, anche in parte, componenti impiantistiche e beni strumentali legati alla gestione dei rifiuti è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni a norma del secondo comma dell'articolo 635 del Codice penale. In caso di fondato pericolo di ostacolo alla regolare attività di gestione dei rifiuti, il sottosegretario di Stato avrà la facoltà di precettare i lavoratori impiegati nell'attività di gestione dei rifiuti, di ricorrere a interventi alternativi nelle ipotesi di indisponibilità, anche temporanea, del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti».
Potrebbe darsi che questa follia securitaria sia attenuata in corso d’opera. Tuttavia il segnale che il governo invia urbi et orbi è inequivoco: davanti ad una crisi profondissima e al rischio di poliformi proteste sociali, l’oligarchia politica al potere userà il pugno di ferro fino a paventare una decisa militarizzazione del conflitto sociale. Lo Stato di Polizia emerso negli anni ‘70 non essendo più in grado di contenere la crisi sociale, non esita a sbarazzarsi delle ultime vestigia dello Stato di diritto e compie un nuovo passo verso un regime di dispotismo dispiegato.
Il tutto in perfetto stile da Union Sacrèe tra maggioranza e minoranza o, come si dice in americanesco, in stile bipartizan. Non si tratta solo di consonanza ma di pefetta sintonia. La prova del nove l’abbiamo avuta nella scelta dei nuovi vertici dei Servizi segreti. Ottenuto il consenso della cosiddetta opposizione, con una riunione lampo durata nemmeno mezz’ora, il Consiglio dei Ministri ha nominato il famigerato Gianni De Gennaro direttore del D.I.S. (ex-Cesis); il generale Giorgio Piccirillo diventa responsabile dell’A.I.S.I. (ex.SISDE), mentre è stato confermato Bruno Branciforte a capo dell’A.I.S.E. (ex-SISMI).
Il Partito Americano, il Partito della guerra sui due fronti, quello esterno e interno, l’ha vinta su tutta la linea.

Campo Antimperialista Sez. Italiana

30 maggio 2008

 

 
L'ITALIA S'E' DEST(r)A Stampa Email
Italia
Scritto da redazione   
Sabato 14 Giugno 2008 14:35

Elezioni: come volevasi dimostrare
Diceva Carlo Marx: «Ci vorrano 20 o 30 ani di guerre civile affinchè il proletariato europeo si liberi da tutta la merda che si porta addosso».
Una cupa metafora che però ci aiuta a descrivere la drammatica situazione in cui siamo. La svolta reazionaria di massa che covava da tanti anni si è palesata, liberandosi dei suoi ultimi tabù.
La scomparsa dal Parlamento della sinistra «radicale» ci dice fino a che punto l’Italia si sia americanizzata. Ciò fa premio a quanto da tanto tempo, di contro a insulti e ostracismi, andavano sostenendo. Ma c’è dell’altro.
Qui non è solo che abbiamo due destre e cge quella peggiore ha vinto le elezioni. Questa vittoria, coronata da quella capitolina, fotografa un paese che sprofonda nel baratro delle proprie paure, una plebaglia che andati in fumo i propri sogni piccolo borghesi di ascesa sociale, lungi dal pigliarsela col sistema capitalistico, mette in piazza i suoi lati più oscuri, le sue pulsioni securitarie più ripugnanti. Se la prende con gli immigrati che vorrebbe ridotti a schiavi, coi poveri che non vuole trovarsi tra le palle, coi musulmani colpevoli di non genuflettersi ai piedi del Moloch Occidente e dei cretini che lo abitano. Verrà, non c’è da dubitarne, il momento della caccia alle streghe, della persecuzione di tutti i sovversivi.
Siamo davanti a quella che potremmo fascistizzazione sui generis. Non c’è bisogno di squadracce, né di manganelli e olio di ricino. Se allora il sistema dovette ricorrere all’uso extralegale dei fascisti era perché esso barcollava sotto la spinta proletaria che veniva dalla Russia bolscevica. Adesso il sistema è forte, l’apparato sistemico di repressione non è mai stato così efficiente, della minaccia bolscevica non c’è nemmeno l’ombra. La fascistizzazione non possiede infatti solo il lato reattivo, preventivo (nel senso di antirivoluzionario); procede motu proprio dalle viscere dell’Europa, emerge dai più sperduti recessi della propria storia. E’ il conato reazionario, totalitario all’interno, colonialista e imperialista verso l’esterno. Posta davanti al suo tramonto, l’Europa capitalistica non solo si stringe attorno al suo aborto, gli Stati Uniti d’America, essa ha dimostrato di saper fare di peggio, di trovare rimedi estremi, fino ad affidarsi alla dittatura più crudele.
Gli impulsi securitari, che entrambi i poli sistemici hanno avallato e interpretato, non simboleggiano solo l’avidità proprietaria dei parvenus. La xenofobia non è che un lato della questione. Essa è anzi la metafora di appetiti colonialistici. La caccia al rom o al musulmano nasconde un istinto revanchista, la spinta a portare la guerra alla fonte, là dove nasce il pericolo (nero, verde o giallo che sia), a riprendersi con la forza la posizione dominante perduta.
Una lunga marcia attende le forze ribelli che si annidano dentro l’impero. Esse conosceranno un esodo doloroso. Dovranno abbandonare le casematte dove pensavano di poter sopravvivere, cercheranno altri luoghi in cui mettere radici e consolidarsi. Una Resistenza faticosa, che procederà in parallelo, sul piano pratico e quella teorico. La possibilità di sopravvivere è dunque legata, non solo alla capacità di fare fronte, di unire le forze, di abbattere vecchie barriere ideologiche e identitarie, ma di ripensare la rivoluzione europea, le sue forze motrici, le sue alleanze. É legata infine alla necessità di ancorarsi alle Resistenze del primo fronte, ai movimenti antimperialisti che si trovano a combattare sulla prima linea.

Occorre prepararsi al peggio, sapendo che il male minore è sempre stato l’alibi di chi rinuncia in partenza a lottare, il velo dietro al quale si nasconde chi ha già introiettato la disfatta.

Campo Antimperialista Sez. Italiana

30 aprile 2008


 

 
VIVA LA LIBIA! Stampa Email
Italia
Scritto da redazione   
Sabato 14 Giugno 2008 14:30

 

Riguardo allo scandaloso silenzio della comunità inernazionale sul genocidio di GAZA (e alla posizione de il manifesto)
E’ successo all’ONU. E’ successo che l’ambasciatore libico denunciando la catastrofe in corso a Gaza da quando Israele ha posto la Striscia sotto assedio, abbia paragonato Gaza ad un lcampo di concentramento e il sionismo al nazismo. Anzi, egli ha aggiunto, c’è qualcosa di peggio: i nazisti non bombardavano i loro lager uccidendo anche donne e bambini.
Il destino ha voluto che a presiedere la seduta vi fosse l’ambasciatore italiano, Spatafora. Spatafora, non ha lasciato terminare l’ambascatore libico, non solo gli ha tolto la parola, ha addirittura interrotto, tra gli applausi dei filoisraeliani e le proteste dei più, la seduta. Una decisione gravissima che sputtana l’Italia e annuncia come meglio non si poteva quale sarà la politica estera dell’Italia uscita dalle urne.
A questo gesto vergognoso se n’è aggiunto un altro. Il quotidiano il manifesto del 25 aprile non ha saputo fare di meglio, commentando la notizia, che elogiare il gesto del «raffinato» Spatafora, che ...«bene ha fatto a interrompere la riunione».
Anche questo è un sintomatico e inquietante segnale dell’Italia che esce dalle urne, anzi della sinistra fatta a pezzi dalle urne.
Cosa non si fa per restare a galla e accattivarsi le simpatie dei vincitori!

Campo Antimperialista Sez. Italiana

30 aprile 2008

 


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Vademecum della Sinistra contro l'Euro

OLTRE L'EURO

GLI INTERVENTI VIDEO-FILMATI DEL CONVEGNO DI CHIANCIANO TERME

# SEMINARIO ECONOMISTI
«Oltre l'euro, per andare dove?»

- Lo spot di apertura del Convegno
- L'introduzione di Pasquinelli
- La prolusione di E. Screpanti

# TAVOLA ROTONDA
«Quale società per il futuro»

- L'intervento di Ernesto Screpanti
- L'intervento di Giorgio Cremaschi
- L'intervento di Norberto Fragiacomo
- L'intervento di Claudio Martini
- L'intervento di Moreno Pasquinelli

# LE REPLICHE
- Moreno Pasquinelli

# FORUM
«La sinistra, la crisi, l'alternativa»

Introduzione di Nello De Bellis
- Diego Fusaro
- Francesca Donato
- Valerio Colombo
- Marino Badiale
- Ugo Boghetta
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