No alla consegna dei compagni Avni e Zeynep alla Turchia!

Bene! Nonostante il clima da nuove crociate che governi di destra e di sinistra hanno cercato e cercano tuttora di radicare e diffondere in tutto l’Occidente Italia compresa, soprattutto contro coloro che, siano islamici, comunisti o anarchici, non si rassegnano alle politiche di sfruttamento, oppressione, guerra ed occupazione ma resistono, c’è ancora chi, persino a livelli istituzionali, non ha portato il cervello all’ammasso e non ha archiviato i principi di uguaglianza, libertà e fraternità.

A dimostrazione di ciò un ordine del giorno e una mozione approvati, grazie all’ottimo lavoro di tanti compagni pugliesi fra cui alcuni militanti del Campo antimperialista, rispettivamente dal Consiglio Provinciale di Lecce e dal Consiglio della Regione Puglia per opporsi alla consegna di Avni e Zeynep (i due compagni turchi arrestati a Perugia il 1° aprile 2004 con tre dirigenti del Campo antimperialista, successivamente condannati per appartenenza ad associazione terroristica dopo un processo spudoratamente politico) al regime oligarchico – militare turco.

Campo antimperialista, Sezione Italiana
25 giugno 2008


Ordine del giorno approvato dalla Provincia di Lecce il 19 marzo 2008

PROVINCIA DI LECCE
GRUPPO CONSILIARE RIFONDAZIONE COMUNISTA SINISTRA EUROPEA
I Consiglieri
Donato Margarito e Flavio Fasano
Al Presidente della Provincia di Lecce, Sen. Giovanni Pellegrino
Al Presidente del Consiglio Provinciale, Sergio Bidetti
ODG: No all'estradizione in Turchia di Avni Er e Zeinep Kilic.
PREMESSO:
1) che i due cittadini (Avni Er turcho, Zeinep Kilic curda) menzionati nell'oggetto,
sono, rispettivamente, il primo nel carcere di Nuoro e la seconda nel carcere di
Rebibbia a Roma, in seguito ad una sentenza di condanna in primo grado per attività terroristica, emessa dal tribunale di Perugia;
2) che, in attesa della conclusione dell'iter processuale che potrebbe ribaltare la
sentenza di primo grado o, comunque, per motivi di prudenza, che dovrebbero
indurre ad aspettare che la giustizia faccia, fino in fondo, il suo corso, sarebbe
auspicabile che il Ministro della Giustizia, non proceda alla concessione
dell'estradizione, richiesta dal governo turco;
3) che, in realtà, la difesa legale dei due cittadini turchi, attualmente detenuti in Italia, sostiene che entrambi hanno svolto la loro attività politica di comunisti alla luce del sole, senza aver mai compiuto atti di violenza verso qualcuno o qualcosa, limitandosi soltanto a raccogliere e divulgare informazioni sulla politica repressiva che il governo turco attua, spregiudicatamente, contro ogni dissenso e opposizione;
4) che da Amnesty International, dalla Commissione ONU e da numerosi altri
organismi mondiali giungono severe e ripetute condanne nei confronti del governo turco che ricorre, sistematicamente, alla violazione dei diritti umani, alla repressione violenta del dissenso interno e alla palese interruzione di ogni, pur minimo, processo di democratizzazione del paese;
in data 19 Marzo 2008 il Consiglio Provinciale non solo ha discusso il presente
ordine del giorno depositato c/o l'Ufficio di Presidenza in data 18.12.2007, ma
con voto unanime ha preso posizione contro l’estradizione dei compagni Avni er
e Zeynep Kilic, al di la dell’iter giuridico italiano, ed ha incaricato il Presidente
Giovanni Pellegrino di farlo pervenire, in tempi rapidissimi, nelle mani del
Ministro della Giustizia, spiegando le ragioni del garantismo giuridico e quelle
umanitarie del diritto internazionale che ne sono alla base.
Lecce 19.03. 2008


Presidente del Consiglio Regionale

Oggetto: estradizione attivisti per i diritti umani.

Il Consiglio regionale
Premesso che

• Dal 1 aprile 2004, a seguito di una operazione repressiva organizzata dalle Autorità turche in collaborazione con quelle di vari Stati europei, giacciono nelle italiche galere due militanti ed intellettuali comunisti, Avni Er e Zeynep Kilic, rei solamente di aver svolto una massiccia opera di contro-informazione sulle politiche repressive dello Stato turco.
• La Corte di Assise di Perugia, il 20 dicembre 2006, li ha condannati rispettivamente a 7 e 5 anni di reclusione per “appartenenza” al DHKP-C, un partito comunista della sinistra rivoluzionaria turca inserito arbitrariamente (come riconosciuto il 23/1/08 dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) nelle famigerate liste nere stilate istericamente dall’Unione Europea dopo l’11 settembre.
• Il 23 gennaio 2007 la Corte d’Appello di Perugia ha confermato le condanne di primo grado, con l’espulsione dal territorio italiano a fine pena.
• Il 10 aprile 2008 la Corte di Appello di Sassari si è pronunciata avverso la richiesta di estradizione di Avni Er avanzata dalle Autorità turche.

Considerato che
• Il 7 febbraio 2008 la Corte d’Appello di Anversa, impegnata a giudicare altri 11 militanti del DHKP-C, si è rifiutata di riconoscere tale organizzazione quale “gruppo terroristico”, prosciogliendo tutti gli imputati.
• L’articolo 10 della Costituzione italiana recita: “Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.” e “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.”
• Le Autorità italiane procedendo all'espulsione di Avni Er e Zeynep Kiliç consegneranno due oppositori politici nelle mani dei loro aguzzini, contravvenendo alle stesse norme di diritto internazionale.

Impegna il Governo Regionale

• A farsi promotore nelle forme e nelle modalità di competenza, presso il Presidente della Repubblica italiana ed il Ministro della Giustizia, affinché lo Stato italiano non conceda l’espulsione di Avni Er né della attivista Zeynep Kilic attualmente rinchiusa nel CPT di Ponte Galeria a Roma con il rischio di una prossima espulsione.
• Si impegna a farsi promotore perché venga accolta l’istanza di asilo politico presentata da Zeynep Kilic.

Bari 24 giugno 2008 (approvato 24 giugno 2008 con astensione di AN)

 

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